Il suo dosaggio nel sangue serve a stimare la riserva di ovociti e quanto tempo rimane per cercare una gravidanza

L’avanzare dell’età della donna è il fattore che incide maggiormente sulla probabilità di avviare con successo una gravidanza. La fertilità femminile, più di quella maschile, si riduce inesorabilmente col passare degli anni. Non è detto, però, che l’età anagrafica, quella scritta sulla carta di identità, coincida con l’età delle ovaie, con la loro riserva di fertilità: ci sono donne avanti con gli anni in grado di concepire spontaneamente senza problemi e altre che raggiungono prima la menopausa.

Gli specialisti hanno messo a punto un protocollo di esami per stimare l’età ovarica della donna, la riserva di ovociti di cui ancora dispone per cercare una gravidanza, che sia spontanea o con l’aiuto della procreazione medicalmente assistita (PMA). Tra questi esami, il più significativo è il dosaggio nel sangue dell’ormone antimuelleriano (AMH), prodotto dalle ovaie, la cui concentrazione decresce di pari passo con la riduzione delle riserve ovariche. Spetta allo specialista valutare l’esito dell’esame e prospettare alla donna i percorsi possibili per realizzare i suoi progetti di maternità.

Un patrimonio che si erode col tempo

Ancor prima di nascere la donna ha con sé l’intera riserva di ovociti che porterà a maturazione, uno per volta, mese dopo mese, nel corso della vita. Anzi, ne ha molti di più. “Alla ventesima settimana di gravidanza, le ovaie del feto di sesso femminile contengono 7 milioni di ovociti immaturi”, spiega Daniela Galliano, direttrice del Centro IVI per la riproduzione assistita di Roma. “Nelle settimane successive, il numero si riduce. Alla nascita, la bambina ne ha 2 milioni. Con l’arrivo del menarca gliene rimangono 300mila. La progressiva erosione della riserva ovarica è un fenomeno fisiologico. Si stima che nell’arco della vita una donna abbia circa 400 ovulazioni. Gli altri ovociti si deteriorano senza mai arrivare a maturazione. Esaurita la riserva, sopraggiunge la menopausa”.

Va detto che la probabilità di concepire e portare a termine una gravidanza non dipende solo dal numero di ovociti rimasti, ma anche dalla loro qualità e, col passare degli anni, anche la qualità degli ovociti si deteriora. “La fertilità della donna è massima a 25-30 anni”, dice Galliano. “Dopo i 35 si riduce sensibilmente. Intorno ai 40 anni c’è un nuovo brusco declino. Dopo i 45 è improbabile riuscire a portare a termine una gravidanza con i propri ovociti. La menopausa di solito arriva tra i 45 e i 55-58 anni, un intervallo abbastanza ampio entro il quale c’è una variabilità individuale che dipende da diversi fattori”.

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