La riserva ovarica può essere già bassa anche nelle donne prima dei 35 anni. Saperlo in anticipo può aiutare a evitare di ritrovarsi poi in difficoltà quando si cerca un figlio

La riserva ovarica è un importante fattore per identificare l’infertilità, un problema sempre più diffuso. L’età per avere un figlio è spostata sempre più avanti, spesso a partire dai 35 anni. Ma quando la maggior parte delle donne si trova nel momento più vitale, inizia il declino della propria fertilità. Basti pensare che in Italia l’età media delle donne che si sottopongono a fecondazione in vitro è di 36,7, mentre sale a 42,4 per la donazione di ovociti.

Fertilità in calo

“La società è cambiata, si è evoluta, ma l’orologio biologico della donna continua ad essere governato dalle stesse regole di secoli fa, stabilendo l’età ideale per avere un bambino da un punto di vista medico nella seconda decade della vita e fino ai 35 anni, qualcosa che si scontra con il ritmo di vita che la donna di oggi si trova ad affrontare”, spiega il dottor Antonio Requena, direttore medico di IVI, Istituto Valenciano per l’Infertilità. Questa realtà è evidenziata dagli ultimi dati che emergono dallo studio sulla fertilità che IVI ha condotto nel 2018 su più di 3000 donne. Obiettivo: determinare l’Ormone Antimülleriano (AMH) nelle donne tra i 25 e i 38 anni interessate a conoscere a che punto fosse la propria fertilità. “ll risultato è stato che un 24% delle donne di età compresa tra i 30 e i 34 anni presenta livelli di Ormone Antimülleriano ritenuti correlabili a una ridotta riserva ovarica” aggiunge il dottor Requena. “D’altro canto, delle donne di età inferiore a 30 anni un 12% ha presentato bassa riserva ovarica e di quelle maggiori di 35 anni la percentuale di bassa riserva è salita al 33%”.

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