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Ringiovanimento ovarico: cos’è e come può aiutare le future mamme

Con la collaborazione della dottoressa Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma: oggi parliamo di come, anche dopo una certa età, si può riuscire a diventare genitori!

In Italia la fecondazione eterologa è legale solo da poco ma già si pensa al futuro e ai modi con cui le coppie possono sperare di fecondare l’embrione senza ricorrere a un donatore.

Le novità sono addirittura tre e provengono dalla Spagna, uno dei Paesi in Europa che più di altri ha spinto l’acceleratore sulla legislazione e ricerca nel campo. Oltre all’eterologa, metodica consigliata alle pazienti che hanno più di 44 anni, per le donne che non riescono a coronare il sogno di diventare mamme, esistono trattamenti come la fecondazione in vitro (FIV) che consiste nella stimolazione con ormoni delle ovaie per ottenere ovuli.

Il risultato tuttavia non è sempre assicurato. Le ragioni sono varie: l’età della donna, la menopausa precoce o la bassa risposta ai trattamenti ormonali.

“Oggi – dichiara la dottoressa Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma – non esiste una soluzione per la bassa risposta ovarica, anche se è un problema comune”.

Da qui l’importanza della ricerca di nuovi trattamenti volti a ringiovanire le ovaie.

“Con l’obiettivo finale di rendere queste pazienti madri con i propri ovuli, vale a dire senza dover ricorrere alla donazione di ovociti”.

Per le donne si tratta infatti di tagliare un ulteriore traguardo psicologico importante che la ricerca non ha sottovalutato.

Tre opzioni teraupetiche

Per favorire la risposta ovarica al trattamento ormonale previsto nella fecondazione in vitro, i ricercatori hanno osservato i risultati di due tecniche innovative: il trapianto di cellule staminali ovariche (SCOT) e la frammentazione ovarica per l’attivazione follicolare (OFFA) che hanno l’obiettivo di incrementare la quantità dei follicoli. Una terza via, ancora in corso di sperimentazione, è l’Augment che ha lo scopo di migliorare la qualità degli embrioni.

In cosa consistono?

  • Con la tecnica SCOT, si effettua un trapianto di midollo osseo che ha lo scopo di rigenerare l’ovaio e far crescere i follicoli che poi conterranno gli ovociti maturi.
  • Secondo l’OFFA, invece, la paziente è sottoposta a una laparoscopia con cui si preleva una parte della corteccia esterna dell’ovaio che passa agli embriologi, i quali la frammentano per fare in modo che gli ovociti immaturi contenuti possano crescere, evitare la morte cellulare dei follicoli, e avere una risposta migliore dopo la stimolazione ovarica.
  • L’Augment si basa sulla iniezione di mitocondri delle cellule staminali ovariche prelevati dalla stessa donna, responsabili della generazione dell’energia richiesta dalle cellule.

Per chi sono indicate e i risultati

La fascia di popolazione a cui sono rivolte queste tecniche non supera i 42 anni di età. Questo perché a un’età avanzata la stimolazione ovarica ha minori possibilità di successo.

Inoltre deve essere eseguito un accurato screening che offre maggiori garanzie sui risultati: le pazienti devono mostrare di avere una minima di riserva ovarica e aver riscontrato una bassa risposta ovarica a una precedente stimolazione.